
Ci sono uomini per i quali l’arte porta con sé un significato antico che riguarda l’esistenza.
Per loro è l’energia che può cambiare il mondo, ed è per questo che vi dedicano tutta la vita.
Lo scultore Giuseppe La Bruna è uno di loro.
Nato in una bottega di Ebanisti scultori nella sua Sicilia, ha speso il tempo nella ricerca artistica e nella didattica dell’arte sino a diventare oggi Direttore dell’Accademia di Belle arti di Venezia, ruolo che nel 1750, anno della su fondazione, ricoprì Giovanbattista Tiepolo.
L’arte è come un lungo filo rosso, lo stesso della vita e del progresso.
“L’artista è un essere libero e l’arte è un concetto di assoluta libertà”, questo è ciò che pensa La Bruna e queste sono le parole che ha scelto di dire per prime.
Il loro significato sta nel concetto di evoluzione, di crescita e di cambiamento, nutrito costantemente dalla conoscenza e dalla curiosità del sapere.
“Sono nato in una bottega – afferma – però sentivo crescere in me il desiderio di conoscere”.
Ed è questo desiderio a spingerlo verso una carriera di studi incentrata sulle arti e sulle tecniche, ma anche sulla didattica, con il fine di condividere insegnando, quel pensiero di rivoluzione e verità con la quale, è costellata tutta la storia dell’arte.
“Un artista può rimettere in discussione tutto – prosegue La Bruna – la storia dell’arte, la musica, la filosofia è un continuo divenire”.
L’arte è quindi una strada, una via, un sapere per la vita che si traduce in responsabilità etica.
“I viaggi sono fondamentali – continua La Bruna – e non parlo di grandi viaggi, ma del senso dell’incontro e della scoperta”.
L’intento dell’artista è proprio quello di scoprire per fare emergere ciò che è sepolto in fondo alla mente.
Una metafora trasversale alla base di ogni creazione artistica, che ha dentro il presente e la storia passata e che le vede fronteggiarsi in un moto perpetuo.
Aggiunge La Bruna: ”Conoscere il più possibile per poter portare avanti la propria esistenza”.
In queste sue affermazioni scorgiamo tutta quella sua spiritualità laica, non religiosa, che sarà protagonista nel 2019 di un convegno, che egli ha ideato e promosso.
Responsabilità etica e ruolo dell’artista contemporaneo sono anche questo: porre domande evidenziando bolle di crisi e contraddizione, nella convinzione e sincera speranza che l’arte abbraccia tutto, “come una luminosa polvere cosmica”.
Per comprendere l’universo artistico di Giuseppe La Bruna, ci affidiamo ad un brano tratto dal testo “Arte come fecondo vento cosmico” del critico e Storico dell’Arte Gianpaolo Trotta pubblicato nel catalogo realizzato in occasione della mostra di Firenze.
… le sculture di La Bruna rivelano una profonda meditazione simbolica ed allegorica sull’esistenza attraverso forme magistralmente ricche di pathos e di eleganza formale.
La Produzione degli ultimi anni si è concentrata sulla figura umana “rarefatta” che assurge a simbolo di una pacata riflessione sulla vita, sul Cosmo e sul suo costante ed inesorabile trasformarsi, creando il tempo e la Storia.
Le sue figure, per lo più asessuate, rappresentano l’umanità o meglio, forse, l’essere vivente creato che, in un silenzio siderale, assiste alla creazione di se stesso e dell’Universo.
Una visione cosmogonica dove, come per Lucrezio, la materia è eterna nel suo divenire.
Così, materiale informe, disseminato negli spazi cosmici, si ammassa, coagula e prende man mano forma nel vento della vita che spira prepotente nell’Universo.
Una sorta di vento che è anemos, spirito di autocoscienza.
Le sue masse materiche, per lo più di bronzo ma anche di marmo o di legno, prendono gradualmente la forma nel riconoscersi come esistenti e pensanti e si ergono maestosamente ed epicamente come figure antiche sulla riva di un mare.
I personaggi, astrattamente modernissimi, si ricollegano, non a caso, proprio alla scultura antica, come reperti archeologici corrosi dalla salsedine e scuriti dalla terra, con quelle cromie e quelle patine impresse ai suoi bronzi mediante un uso sapiente degli ossidi.
Ci tornano in mente sculture preistoriche ma anche etrusche ed italiche, in queste opere di La Bruna dove la materia stessa pare plasmata con il tempo e con lo spazio.
Frammenti del passato ripescati da un simbolico mare e proiettati nel vento cosmico.
di Tobia Donà
Ravenna 2019
Vento Magico